Ormai il bullismo è un problema che “colpisce” molti ragazzi, specialmente nell’età adolescenziale.
A volte sembra impossibile placare le persone, che magari per divertimento o per vendicarsi delle loro esperienze negative, si sfogano in maniera brusca sia con le parole che con la violenza.
I bulli sono persone che per divertimento o perché si considerano migliori, pensano di poter picchiare e prendere in giro coloro che sono più deboli.
Le vittime di bullismo, però, invece di chiudersi in se stessi dovrebbero avere il coraggio di parlarne e di esternare il loro dolore. In realtà il bullismo non è un problema tra il bullo e la vittima, ma deve spingere anche coloro che assistono alla presa in giro o alla lotta a non vivere nell’omertà e nella paura di denunciare queste persone.
È capitato in un liceo sportivo di Napoli che in una classe prima, un ragazzo indiano magrolino sia stato preso di mira da alcuni bulli che l’hanno appeso ad un attaccapanni, la professoressa ha sospeso i due bulli e ha messo la nota di classe, anche se avrebbe dovuto sospendere tutta la classe dato che tutti ridevano, ma nessuno ha mosso un dito per aiutarlo.
Spesso il bullismo porta al suicidio e all’autolesionismo, capiamo così che la crudeltà dell’uomo è immensa: spingere qualcuno al suicidio, togliere la vita, rendere infernale l’esistenza degli altri non ha niente di umano.
Insomma, se parliamo di bullismo, dobbiamo aiutare i bulli a fare pace con se stessi e con le loro prede, e dobbiamo aiutare le vittime ad aprirsi con gli altri.