Varia di Palmi

 

 

La Varia di Palmi è una festa popolare cattolica che si svolge a Palmi in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città, l’ultima domenica di agosto. L’evento è la festa principale della regione, dal 2014 ritenuta “festa della Calabria” e rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, che dal 2013 è inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO ed è per questo che gli è stato dedicato anche un francobollo.

Nel giugno del 1575 scoppiò a Messina una epidemia di peste che durò circa trent’anni anni procurando la morte di oltre 40.000 persone. Il morbo contagiò anche Reggio Calabria e le coste della Calabria, tra cui Palmi. I cittadini di Palmi, tramite i suoi marinai, mandarono aiuti alimentari e ospitarono le persone che fuggivano da Messina.

Superata l’epidemia la città di Messina volle donare a Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei capelli della Madonna che furono portati nella città siciliana nel 42 d.C. con una lettera di benedizione e di protezione da parte della Madonna.

Da quel momento, anche a Palmi cominciò la festa della “Madonna della Sacra Lettera”. Si realizzò un enorme carro che pesa 200 quintali che rappresentava l’Assunzione di Maria.

La Varia è un enorme carro sacro che rappresenta l’universo e l’assunzione in cielo della Vergine Maria. Sopra il carro, di altezza 20 metri e trasportato a spalla da 200 Mbuttaturi (portatori), ci sono figuranti umani che rappresentano la Madonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli Angeli. Un altro momento importante di fede è la processione, il giorno precedente il trasporto della Varia, del quadro di Maria Santissima della Lettera e del reliquiario del Sacro Capello.

Sulla cima c’è un meccanismo sferico che simboleggia il globo terrestre. Sopra questo globo c’è una piattaforma dove si trova il Padreterno e, più in alto, seduta su un seggiolino c’è l’Animella  cioè la bambina che deve rappresentare la Madonna e che deve salire al cielo..

Le bambine candidate al ruolo di Animella sono numerose, per cui si effettuano delle selezioni scegliendone tre. La decisione finale della bambina che impersonerà il ruolo dell’Animella viene effettuata invece tramite una votazione popolare. Una volta eletta, l’Animella indossa una fascia azzurra a tracolla sopra una veste bianca, e tale vestiario verrà utilizzato per tutte le cerimonie.

Altri figuranti sono, gli angeli e gli apostoli. Questi ultimi sono dodici giovani che vengono vestiti con costumi dell’epoca.

Gli angioletti sono trenta bambine di età compresa tra i sette e gli undici anni.

Questa struttura in acciaio viene rivestita da una carta particolare, per farla sembrare una nuvola.  Internamente un meccanismo consente, a due operatori, di far muovere due dischi che rappresentano il sole e la luna. Un altro ingranaggio interno, cioè una ruota, permette ad un carosello di angioletti di girare attorno alla Varia in movimento. Alla base del carro vengono inserite e fissate cinque travi di legno, che servono per il trasporto a spalla della Varia da parte di duecento portatori chiamati «’mbuttaturi»( dal verbo «’mbuttare» che, nel dialetto calabrese, corrisponde al verbo italiano «spingere»).

Il trasporto della Varia inizia alle ore 19.00 in punto quando viene data la «scasata», ovvero il segnale di partenza, con un tradizionale colpo di cannone. Durante tutto il trasporto del carro, l’Animella compie il gesto di impartire la benedizione «in nome della Madonna della Sacra Lettera» .

La tradizione vuole che la Varia non si debba mai fermare per una sosta imprevista, in quanto la cosa sarebbe da interpretare come un segno che prevede conseguenze spiacevoli.

A conclusione del trasporto, l’Animella viene fatta scendere dal carro e fatta salire sulla portantina, in modo da farle fare un giro trionfale della piazza tra la popolazione.

 

 

 

 

Le origini del nome
Il termine Varia è la traduzione dialettale della parola “bara”, in quanto la base in legno del carro sacro (‘u Cippu) rappresenta appunto una bara nella quale giace il corpo della Madonna e, da essa, si eleva l’anima della madre di Cristo per essere assunta in cielo.

 

Manuel, 4B, plesso “E. Loi” I. C. Bravetta Roma