Assassinio sull’Orient Express

Assassinio sull’Orient Express è un film del 2017, basato sull’omonimo libro di Agatha Cristie un’autrice conosciuta un po’ da tutti, e se non la conoscete, fatevi una cultura! Comunque, stavo dicendo che questo film giallo parla dell’omicidio di Rachet (Johnny Depp), un uomo misterioso che propone a un detective di fargli da guardia del corpo poiché teme per le minacce di morte che ha ricevuto per lettera. Assieme a lui sull’Orient Express si trovano vari passeggeri, tutti riservati, apparentemente tranquilli e rispettabili che fanno un viaggio di piacere, di lavoro o per interessi economici. A bordo però si trova anche il detective più famoso al mondo, Hercule Poirot, che sperava di potersi concedere un sereno viaggetto per prendersi una pausa dagli svariati casi affrontati. Il treno è bloccato nella neve e tocca proprio a lui risolvere il caso. Questo personaggio, interpretato da Kenneth Branagh, ha le caratteristiche di un detective coi fiocchi: lunghi baffoni grigi, vestito di tutto punto, con un bel bastone di legno scuro che gli dà un’aria affascinante, non può mancare una mente geniale, ed un uomo che, scopriremo alla fine, nasconde il suo cuore d’oro sotto ad una maschera di freddezza e razionalità. L’investigatore francese, personalmente da me molto amato, deve prendersi una pausa dalla piccola vacanza che si era concesso per risolvere un caso complicato. Una volta scoperto il corpo, Poirot trova prove che però non fanno altro che confondere ancora di più la situazione: neppure la sua mente geniale, offuscata da questo caso, all’inizio sembra pronta per risolverlo. Nuovi indizi portano ad altre teorie, tutte destinate a fallire. Eppure il detective non si arrende, studiando a fondo i vari passeggeri del treno e, dopo aver fatto a tutti alcune domande, la faccenda si complica ancor più: pare che dietro questo mistero non esista una verità. Ognuno dei passeggeri del treno potrebbe essere il colpevole: la vedova carismatica o il dottore, il conte e sua moglie o l’assistente dello stesso Rachet, la missionaria spagnola o il professore austriaco? Intanto la povera vedova, la signora Caroline Hubbard (Michelle Pfeiffer) viene pugnalata alla schiena e non viene trovato il colpevole. Ormai siamo sicuri che l’assassino sia sul treno e che sia pronto a uccidere di nuovo. Costretto ad intervenire, Poirot offre ai passeggeri due teorie: la prima è semplice mentre la seconda è più complessa. Nessuno cede e il povero detective viene colpito alla spalla da un colpo di pistola, l’avevano preso di striscio, senza l’intenzione di ucciderlo. Alla fine gli alibi perfetti di tutti i passeggeri cominciano a sbriciolarsi e una volta arrivato alla soluzione del caso Poirot raduna tutti fuori dal treno per esporre la sua teoria. Con un iniziale momento di difficoltà il nostro amico è riuscito a risolvere il caso e, anche se è stato commesso un crimine, è riuscito a fare la scelta giusta. Alla fine del film, quando la missione del detective è ormai terminata, un uomo arriva da Poirot e gli dice che c’è bisogno di lui in Egitto, lungo le rive del Nilo è stato commesso un crimine, forse arriverà un nuovo capitolo di Poirot nelle sale cinematografiche? Nell’attesa posso dire che questo film mi è piaciuto molto anche perchè è tratto dal mio libro preferito, e quindi come poteva non piacermi? Sono andata a vederlo al cinema, e sulle comode poltrone rosse del “The Space”, accompagnata da popcorn ben salati e imburrati, ne sono rimasta davvero soddisfatta. L’ho rivisto più volte e, anche se ero sul divano, avvolta tra le coperte di lana, è stato come se fosse la prima volta. Con un finale inaspettato, come piace a me, e con un cast meraviglioso questo film è stato davvero un successo. Scommetto che siete curiosi di sapere come va a finire ma non intendo spoilerare (come diciamo noi nativi digitali) più nulla: godetevi il film!
Valentina Bruni / Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze