• Home
  • Blog
  • Articoli
  • “se un domani ti rendessi conto di provare attrazione per lo stesso o entrambi i sessi cosa faresti?” – Intervista

“se un domani ti rendessi conto di provare attrazione per lo stesso o entrambi i sessi cosa faresti?” – Intervista

“Se un domani ti rendessi conto di provare attrazione per lo stesso o entrambi i sessi cosa faresti?” – Intervista

Ho deciso di intervistare una ragazza di 16 anni, in quanto mia coetanea, per vedere come si pensa a questa età su un determinato argomento e da un differente punto di vista.

Partendo in modo molto generico: cosa ne pensi della comunità LGBTQ+?

Allora, ottima domanda. Credo che oggi si dia per scontata questa questione, ma non è così. Penso sia molto importante dare il giusto peso a questi argomenti e anche alle persone che ne so dentro. Detto questo, io penso che ognuno sia libero di essere sé stesso, di amare chi si vuole e di essere felice. Se un uomo ama un uomo, o una donna ama una donna, che c’è di male?

Se loro sono felici così, sono più che felice anche io. Ho sempre accettato questa, che poi “accettare” , vorrei cambiare termine, direi più visto questa cosa come una cosa super normale, forse perché sono cresciuta in una famiglia molto aperta di mente. Nella cerchia di amici della mia famiglia abbiamo amici omossessuali e anche io conosco persone omossessuali, anche perché li ho anche nella mia classe.

Credo di essere molto aperta riguardo questo argomento, tanto che mi si scioglie il cuore quando vedo una coppia gay baciarsi senza farsi problemi di quello che altra gente possa pensare.

Grazie, passiamo alla seconda domanda: se tu, un domani, ti rendessi conto di provare attrazione per una donna o per entrambi i sessi, quindi non solo per l’uomo, cosa penseresti e faresti?

Partendo dal presupposto che io credo che tutti nasciamo “omossessuali” perché da piccoli, per esempio, si tende a stare solo con le femmine e a “schifare i maschi” tanto da sentirsi in imbarazzo quando si stava nella stessa stanza. Stessa cosa per i maschi ovviamente. Magari sbaglio, però ne sono convinta di questo. Poi c’è chi sceglie di “cambiare strada” scegliendo il sesso opposto e chi rimane sulla stessa scegliendo, quindi, lo stesso sesso.

A me personalmente non è mai capitato quindi non ti saprei parlare per esperienza personale, però se un giorno mi accorgessi che mi trovo bene anche con le donne non ne vedrei il problema. Forse all’inizio potrei rimanere un attimo incredula perché nuova esperienza, però ne sarei onorata in realtà. Di questo, ovviamente, ne parlerei subito con i mei genitori, anche per metterli al corrente che potrei portare a casa una ragazza invece di un ragazzo. Penso che, a loro, non cambierebbe nulla in realtà, credo solo che mi direbbero se ne sono sicura. Quindi se un giorno mi accorgessi che mi piace una donna invece che un uomo, ne sarei felicissima.

Entrando più nel sodo: cosa pensi del fatto che i gay non possono sposarsi in chiesa e del fatto che, alcune persone, non li vedano come “normali” e dell’omofobia?

Ottima domanda. Allora sono totalmente contro a questa cosa. Per me è inaccettabile. Per quale motivo un gay non deve sposarsi nella chiesa se ama davvero l’altro? Invece due che divorziano vanno benissimo. Per me i gay e gli etero dovrebbero avere gli stessi diritti, indipendentemente dalla religione e dalla scelta di chi amare. Purtroppo mi trovi molto contro ma preferirei non entrare troppo nell’argomento religioso. Aggiungerei soltanto che, secondo me, anche nell’antichità c’erano gli omossessuali, solo non ne abbiamo abbastanza testimonianze.

Per tutti coloro che non li vedono normali direi soltanto che se non fosse una cosa normale, non verrebbe in modo naturale. Poi distinguerei queste persone in due differenti categorie: gli anziani e gli infelici.  Mi spiego: gli anziani posso anche capirli sai, perché comunque hanno una mentalità diversa, più antica e vengono da persone con una mentalità ancora più antica dove si vedeva la famiglia come uomo e donna per procreare e dove i figli servivano, magari, per contribuire alla casa. Io sono stata fortunata perché i miei nonni, mio nonno soprattutto, sono molto aperti su questo , tanto è che mi dice “quand’è che mi porti un ragazzo? O una ragazza è uguale, basta che mi porti qualcuno”.

Gli infelici, come li chiamo io, sono tutti gli altri, ovvero coloro che non li trovano naturali allora si schifano se li vedono tenersi per mano. Allora rosicano perché gli altri hanno trovato qualcuno e loro no.

In realtà ci sarebbe anche la terza categoria che è quella degli omofobi, appunto. Potrei parlare di questa cosa per ore ma non lo farò, dirò quello che penso brevemente. Gli omofobi sono persone infelici e represse dentro, nel senso che non sono felici con nessuno, nemmeno con una donna. Repressi dentro perché: se vai a criticare e a schifare una persona solo perché gay, tu sei un irrisolto nella vita. Hai, probabilmente, delle emozioni dentro che non sai gestire e te la prendi con un altro, hai magari avuto dei fatti famigliari che ti fanno stare male e te la prendi con qualcuno che invece sta bene. O forse, cosa più importate, gli omofobi sono dei gay che non vogliono accettare questa cosa in loro. Detto questo, non credo che sia giusto essere omofobi nei confronti degli altri.

Grazie, è stata una risposta molto esaustiva e mi trovi molto d’accordo con quello che hai detto.  Passando alla penultima domanda: cosa pensi dell’adozione a coppie omossessuali?

Io sono assolutamente pro. Credo che debba essere proprio un diritto, come una coppia uomo-donna fa i figli per la felicità di crearsi una famiglia, anche le coppie uomo-uomo e donna-donna devono avere la possibilità di crearsi una famiglia. Credo che un ragazzo o un bambino possa essere felice anche avendo i genitori dello stesso sesso e la trovo una cosa anche molto giusta. Visto che sono bambini dati in adozione, qualcuno non li ha “voluti” in un certo senso e dall’altra parte c’è qualcuno che magari li desidera tantissimo. Allora perché non accontentarli?

Bene, siamo arrivate alla fine di questa intervista. Concludiamo con una domanda sul futuro: se un giorno avessi un figlio o una figlia e ti dicesse di essere omossessuale, tu da madre come pensi che reagiresti?

Assolutamente bene, non lo vedrei come un problema o nulla di male, anzi ne sarei fiera e sarei più felice o lui o lei. Credo gli chiederei se ne è sicuro e poi guarderei i ragazzi più carini al posto suo. A parte gli scherzi, gli chiederei se così è felice e di stare attento a chi si mette accanto, uomo o donna che sia. Gli direi di non farsi buttare giù da quello che potrebbero digli le altre persone e soprattutto gli direi di fregarsene di quello che pensano gli altri. Gli direi di non avere paura di mostrarsi per quello che è e per quello di cui è felice. La cosa che più mi importa è che lui o lei sia felice e stia bene.

Grazie di aver scelto me come persona da intervistare perché questo argomento mi sta molto a cuore e ci tengo molto perché, purtroppo, ancora oggi i gay, le lesbiche, i bisex, i transessuali e tutti coloro che hanno un orientamento diverso dall’etero sono visti come diversi ed anormali e, per me, è inaccettabile.

 

– Valeria Proietti